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Flc-Cgil chiede incontro alla CRUI

Thursday 15 July 2010 | Redazione

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25 Giugno 2010 SCIOPERO GENERALE

Wednesday 23 June 2010 | Redazione

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Assemblea degli iscritti dell'Ateneo

Tuesday 08 June 2010 | Redazione

   Mercoledì 9 giugno 2010 ore 11:00 presso il saloncino sindacaleASSEMBLEA degli ISCRITTI solo dell'ATENEO (Docenti,...
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Mozione approvata dall'Assemblea Generale delle componenti dell'Università "La Sapienza"

Thursday 27 May 2010 | Redazione

L’Assemblea della comunità universitaria della Sapienza convocata dalle OO.SS. e dalle Associazioni dei docenti e degli studenti: ADI,...
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Breve resoconto attività svolte a maggio

Monday 24 May 2010 | Redazione

Alla luce dell’incontro di Contrattazione Decentrata del 12 maggio scorso si informa sulle materie oggetto dell’incontro, riprendendo...
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Flc-Cgil chiede incontro alla CRUI
Thursday 15 July 2010
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Il Segretario Generale
 Lettera elettronica
 Roma, 14 luglio 2010
Prot. n. 239/2010 DP/rg-gr
Prof. Enrico Decleva
Presidente della CRUI
Piazza Rondinini, 48
00186 Roma
Oggetto: Richiesta di incontro

Egregio Presidente,
 
In data 8 luglio la CRUI ha approvato all’unanimità un documento contenente richieste programmatiche e puntuali che evidenziano il punto di vista della Conferenza dei Rettori sulla riforma universitaria in discussione in Parlamento. La FLC CGIL giudica grave l’auspicio della CRUI di una rapida approvazione del disegno di legge (Gelmini) e ritiene contraddittorie e inefficaci le proposte presentate.

La CRUI non raccoglie le posizioni espresse dai Ricercatori, dai Precari e dagli Studenti assunte nei confronti delle politiche del Governo, in particolare sul DDL 1905. La Conferenza dei Rettori finge ancora una volta di ignorare che questo disegno di legge comporta non solamente un complessivo ridisegno della Governance universitaria, ma anche interventi normativi pesanti sul sistema del diritto allo studio, sullo stato giuridico e sul reclutamento.

Peraltro, le proposte presentate dalla Conferenza dei Rettori non offrono nessuna soluzione convincente ai problemi articolati posti dai Ricercatori universitari, ignorando l’urgente problema del rinnovamento della docenza che necessita del simultaneo contributo dei precari e dei ricercatori, e invece rischiano di mettere in contrasto le diverse figure.

Proposte, peraltro, contraddittorie che oscillano dal riconoscimento di un titolo quale quello del professore aggregato ad una ipotesi di reclutamento straordinario per i soli Ricercatori ad esaurimento. E che sembrano piuttosto fornire false “rassicurazioni” nei confronti dei ricercatori al fine di far rientrare le mobilitazioni in atto. Mobilitazioni che hanno messo in grave difficoltà il Governo suscitando nell’opinione pubblica, in particolare negli studenti e nelle loro famiglie, la giusta preoccupazione per il futuro dell’Università Italiana.

Tutto ciò mentre in alcuni Atenei vengono minacciate gravi iniziative di dissuasione quando non di vera e propria sanzione dei Ricercatori dichiaratisi indisponibili ad assumere carichi didattici non obbligatori per legge, iniziative contro cui la FLC CGIL si riserva di adire anche per vie legali a tutela dei lavoratori coinvolti.

La FLC CGIL ribadisce il proprio impegno a difesa del sistema pubblico dell’Università e della Ricerca e a tutela dei lavoratori. Sottolinea la necessità di una riforma che preveda un vero ruolo unico articolato su più fasce, il superamento della messa ad esaurimento dei Ricercatori e meccanismi di reclutamento in grado di dare risposta qualitative e quantitative alle attese dei giovani e all’invecchiamento del sistema.
 
Su questi temi, la FLC CGIL chiede un incontro urgente con la Conferenza dei Rettori.
 
Distinti saluti.
 
 Domenico Pantaleo
 firma
Ultimo aggiornamento ( Thursday 15 July 2010 )
 
Comunicato sulle dichiarazioni del Rettore Frati
Tuesday 06 July 2010

I Rettori e i Fannulloni


Il Rettore Frati, così come riportato dalla stampa (e salvo smentite), si aggiunge alla schiera dei tanti, come il Ministro Brunetta (famoso ordinario in pensione di altra università romana), che pensa che il male delle Università Italiane si annida nella fannullonaggine dei Ricercatori Universitari.

Il dato che conduce Frati a queste conclusioni si basa sul fatto che alcuni ricercatori e docenti universitari non hanno inserito i propri dati nella banca Saperi del ministero e le conseguenze di questo potrebbero essere lesive per la redistribuzione del FFO.

I dati a disposizione del Rettore mettono in luce che il 10% dei ricercatori (e docenti) di tutta la Sapienza non ha prodotto in questo ultimo periodo articoli o altri prodotti di ricerca.

Eppure è lo stesso dato a dirci che a fronte di un 10% di probabili fannulloni, c’è un 90% di ricercatori che ogni giorno “fa le nozze con i fichi secchi”. E comunque vogliamo ricordare che molti ricercatori non conducono attività di ricerca perché ogni giorno troppo impegnati, nell’interesse dell’istituzione universitaria e a titolo gratuito, nelle attività di insegnamento e di assistenza.

Ciononostante una quota di inefficienza permane come permane una quota di inefficienza in tutte le organizzazioni complesse come quelle universitarie. Si deve migliorare e noi siamo d’accordo.

Frati  si ricorda che esistono sacche di inefficienza e di improduttività negli Atenei e di questo non da nessuna colpa a chi li governa da tanti anni, ma sembra indicare che chi oggi difende il proprio lavoro e la propria dignità di ricercatore nell’interesse collettivo del Paese è la causa di riforme sbagliate volte alla distruzione dell’Università Pubblica.

Caro Rettore, cari Rettori, cari baroni siete sicuri di poter scagliare le pietre?  La ricerca di forme di protesta che non ledano gli interessi degli studenti è sempre presente nelle tante componenti ed organizzazioni  che in questi giorni cercano di portare all’attenzione del Paese una situazione insostenibile.

Ci piacerebbe e ci sembrerebbe anche normale che i Rettori ad iniziare da quello della più grande università europea invece di criticare le forme di protesta ci desse il suo contributo attivo.

Lo invitiamo a convocare il prossimo Senato Accademico
all’aperto e in orario notturno.


Il giorno che finalmente invece si discuterà seriamente, non con slogan e battute,  di come colpire coloro che hanno scambiato le Università pubbliche in feudi personali siano essi Ricercatori, Impiegati, Dirigenti, Docenti, Presidi e finanche Rettori stia sicuro che noi ci saremo.

Ma per migliorare la qualità e l’efficienza dell’Università pubblica
è oggi necessario difenderla!

Ciò che sta distruggendo l’Università italiana non è un 10% di presunti “fannulloni”, ma i tagli di Tremonti che colpiscono un sistema universitario già sottofinanziato. È la manovra economica del governo che blocca gli stipendi di quella stragrande maggioranza di ricercatori, docenti e tecnici amministrativi che fanno il loro dovere e che costringe a licenziare il 50% dei precari che oggi sono essenziali per garantire l’offerta formativa. È il ddl Gelmini che consegna l’università ai privati, liquida la ricerca universitaria e condanna i ricercatori al precariato.

Continuare la mobilitazione!

Unire docenti, ricercatori, precari, studenti e tecnici amministrativi
nella difesa dell’Università pubblica!


6 Luglio 2010
FLC Roma Centro e FLC Roma Lazio

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 07 July 2010 )
 
25 Giugno 2010 SCIOPERO GENERALE
Wednesday 23 June 2010

 

 

 

Per i comparti della conoscenza è stata fissata un'unica data di sciopero (il 25 giugno) in tutte le regioni.

Le ragioni dello sciopero

La protesta organizzata dalla Confederazione arriva dopo il varo della manovra correttiva da parte del Governo, manovra che la CGIL ha più volte definito "sbagliata e iniqua": sbagliata perché non vi sono provvedimenti di sostegno all'occupazione, alla crescita e allo sviluppo; iniqua, perché divide il Paese caricando i costi della manovra sui lavoratori dipendenti, pubblici e privati, sulle Regioni, sugli Enti Locali e sui cittadini più esposti. Risulta inoltre iniqua al Nord come al Sud dell'Italia, tanto verso i giovani quanto verso i pensionati, sottraendo risorse alla parte più debole del Paese e gravando soprattutto sulle lavoratrici e i lavoratori.

La CGIL attacca dunque la manovra economica del Governo e ribadisce la necessità di una vera politica industriale, ponendo come priorità la difesa dell'occupazione, la crescita e lo sviluppo, proponendo un "Piano straordinario del Lavoro" fondato su una politica industriale, su investimenti pubblici e sull'ingresso delle nuove generazioni nei settori strategici dell'economia pubblica, istruzione e ricerca. Esattamente il contrario di ciò che sta facendo il Governo.

sciopero generale

23 Giugno 2010

 

 

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 23 June 2010 )
 
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